Spazio racconti

Poeti2000

Gli dèi devono ringraziare la poesia

se si trovano in cielo.

(Charles Simic)



ANNA RITA PANI. Nata a Cagliari nel 1976 e diplomata presso il Liceo Artistico. Fin da piccola mostra interesse per le arti quali la pittura, il canto e la scrittura. Partecipa a diversi concorsi letterari per racconti brevi, ricevendo alcuni riconoscimenti fra i quali: III classificata alla I edizione del Concorso Letterario Internazionale "Penne D'Oro della Letteratura Italiana" (2020) con "Fra quei vicoli, l'addio", II classificata alla II edizione del Concorso Letterario Internazionale "Scrittori Sotto Riflettori 2020" con "La sedia rossa", I classificata alla IV edizione del Concorso Letterario Internazionale "Verba Volant, Scripta Manent 2021" con "Il luogo perfetto", editi dalla Casa Editrice "CentoVerba". Nel 2020 vince la I edizione del concorso "Scrivere ai tempi del Coronavirus" edito dall'Associazione Culturale "CartaBianca" di Cagliari con il brano "Oltre questo tempo".


L'anima invecchia prima


La realtà si infrange sul cuore come le onde del mare prima dell'alba, quando il cielo si fonde con l'acqua mentre il mondo ancora dorme... Era questo che pensava mentre stava seduta su quella vecchia sedia a dondolo cigolante, con lo sguardo al cielo oltre la finestra. Fra le mani accartocciate teneva la sua Bibbia, consumata di fede e ricordi. Era dentro quel sacro scrigno che celava la sua esistenza: foto di una vita lontana, lettere, frammenti di sentimenti ormai quasi svaniti sulla carta, ma non dal cuore.

Non parlava, contemplava. Ripensava all'uomo che aveva amato, un sentimento mai ammesso, ma sublimato. Quello al quale donò la sua intera esistenza senza pretendere nulla in cambio. Perché ci sono amori così profondi da non aver bisogno di corpo e catene.

Quella Bibbia lo sapeva, sapeva tutto di lei, sua sola confidente. Aveva visto i suoi tormenti e le sue lacrime, i suoi occhi pieni di silente orgoglio per ogni vittoria del suo amore, che visse nel silenzio, come una madre che culla il suo piccolo temendo di svegliarlo.

Aveva sempre amato la malinconia della pioggia, ma quel cielo limpido ora le inondava la vista. Era stanca: il troppo amore a volte affatica più degli anni. A molti lei era sempre apparsa un po' bizzarra, diversa dalle altre persone. Per altri, invece, era solo una donna sola, forse incapace di farsi amare per scelta o per necessità di vivere la sua esistenza in un sentimento non umano per questo mondo veniale. Ma chi era realmente lei per se stessa? Un'illusa? Una fallita? Una pazza? No, lei sapeva bene chi era: una creatura non adatta a questa vita, che dava un valore a cose che per la maggior parte delle persone non lo hanno. Una sorta di incompresa nella futilità dell'esistere.

Eppure quella che per tanti sarebbe insoddisfazione, per lei era semplice felicità. Le bastava poco: il silenzio della notte, il rosso di un tramonto, le fusa di un gatto incontrato per strada, la pioggia sul viso. E l'odore della terra bagnata... quanto le piaceva quel profumo, la faceva sentire viva! Lei era così, semplicemente.

Una nuvola bianca e impalpabile la distolse da se stessa. Un attimo prima non c'era, ora invece sembrava essersi materializzata per avvolgere dolcemente i suoi pensieri. Ed in quel momento lei si chiese se oltre quella nube ci fossero gli occhi del suo amore, scuri e profondi, ma brillanti come quelli di un bambino. E si domandò quanto tempo la avrebbe ancora separata da lui e se mai, oltre questa vita, avrebbe avuto il coraggio di rivelargli i suoi sentimenti. Durante quel pensiero sorrise piano e strinse la sua Bibbia talmente forte da sentire quasi le sue vecchie dita bruciare.

Aveva perso il conto dei suoi anni, di quelli che aveva vissuto e di quelli che il suo cuore trascinava in un bosco di cicatrici. Di certo, però, se ne sentiva addosso molti più di quelli che realmente aveva. Forse per questo i giorni le scorrevano davanti, oltre quella finestra, come filtrati attraverso un caleidoscopio.

Spinse la testa all'indietro e la sedia a dondolo riprese il suo lento movimento. Una leggera brezza entrò dalla finestra e delicata le accarezzò i capelli. Infondo era tutto perfetto ed ogni attimo vissuto in più era un nuovo passo verso l'eternità. Seduta davanti a quel panorama, insieme ai suoi ricordi, avrebbe aspettato il giorno seguente e tutti quelli che ancora sarebbero arrivati. Ma ora era troppo stanca per pensarci. Chiuse gli occhi: sentiva sul suo corpo tutti secoli del mondo perché, quando ama così tanto, l'anima invecchia prima.


Anna Rita Pani


AA.VV. - CartaBianca, 10 anni di concorsi lettearari, X edizione concorso letterario per racconti brevi ed aforismi Antologia delle opere sezione adulti a cura di F. Manca Nicoletti - Kalb Edizioni 2019 - pp. 38/39.


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